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CONSIGLI TECNICI
CONSIGLI TECNICI per l'uso professionale di Bio Aksxter
| Data pubblicazione | Titolo |
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| 13/03/2009 | PRODUZIONI VIVAISTICHE |
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Il raggiungimento di rese elevate nelle produzioni vivaistiche di piante ornamentali, piante da frutto e barbatelle di vite si ottiene solo partendo da materiale di innesto di elevata qualità. Per questo, è importante mantenere nel tempo la capacità di resistere agli attacchi fungini, attecchire, germogliare, formare il callo di innesto e radicare. La qualità del legno è determinata dalle condizioni di crescita dalle piante madri e diminuisce progressivamente dopo la raccolta del materiale, durante lo stoccaggio e la conservazione. Se le piante madri non hanno una crescita e uno sviluppo ottimali o il legno non è conservato bene, il germogliamento, la formazione del callo di innesto e l’attecchimento vengono compromessi, con gravi ripercussioni sulla resa del vivaio e quindi sui costi di produzione. L’impiego dell’avanzata tecnologia di Bio Aksxter nella filiera vivaistica risulta vincente, perché ottimizza le condizioni di sviluppo delle piante madri ed aumenta la vitalità del legno consentendo un perfetto attecchimento. Le colture di piante madri trattate con Bio Aksxter si differenziano per l’elevata produttività: le talee ed i portinnesti prodotti hanno calibri notevolmente più omogenei ed internodi più corti, inoltre la lignificazione e la maturazione delle gemme avviene anche in prossimità degli apici vegetativi; il legno risulta molto elastico e, in caso di grandinate, cicatrizza rapidamente. L’impiego di Bio Aksxter durante le fasi di stoccaggio e lavorazione del materiale di innesto preserva la continuità dei processi vitali, limitando così la percentuale di scarto; permette la resistenza agli attacchi fungini e la maggior capacità di radicazione; fornisce la forza necessaria per un innesto perfettamente saldato ed un callo omogeneo, quindi meno sensibile al fenomeno della disaffinità. L’impiego durante la forzatura nella produzione di barbatelle di vite aumenta notevolmente la resistenza alla botrite e favorisce la formazione di germogli turgidi e di internodi corti. Va sottolineato che Bio Aksxter impedisce l’imputridimento dell’acqua e quindi il suo impiego è particolarmente indicato nella tecnica della forzatura in acqua e in tutte le operazioni di immersione del materiale di innesto. L’impiego nelle colture di piante madri avviene con le stesse modalità di tutte le colture arboree frutticole e viticole, con la distribuzione di Bio Aksxter M31 e bonificatore durante tutto il ciclo vegetativo, dalla ripresa vegetativa fino al riposo. Il trattamento del materiale di innesto dopo la raccolta avviene attraverso l’immersione o la bagnatura (secondo praticità) in una soluzione di 50 ml/hl di Bio Aksxter M31 e può essere eseguito sia prima dello stoccaggio, sia durante le successive fasi di innesto, forzatura e pre-trapianto. Nel caso della forzatura in acqua, si consiglia di riempire le casse con una soluzione di 100 ml/hl di Bio Aksxter M31. Si ricorda che tale pratica risulta doppiamente vantaggiosa perché oltre al miglior risultato in vivaio offre anche una notevole riduzione dei costi; infatti, la soluzione di Bio Aksxter e acqua non necessita di smaltimento, ma anzi può essere riutilizzata in campo come preparazione del terreno prima del trapianto. | |
| 20/04/2009 | MIGLIOR IMPOLLINAZIONE |
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Le notizie sulla moria delle api sono catastrofiche; il dato raggiunge il 70% ed indica un serio pericolo per l’agricoltura. L’indicazione delle cause è controversa, ma non risolve il problema. Contrariamente a ciò, una notizia interessante viene riportata dagli agricoltori che impiegano Bio Aksxter. Essi affermano: “Nonostante l’entità del problema, nei nostri campi il ronzio delle api è talmente intenso che sembra di essere all’interno di un apiario”. Infatti, i fiori delle piante trattate producono molto nettare, dolce e libero dai residui delle sostanze inquinanti, divenendo un punto attrattivo per tutte le api che accorrono nelle coltivazioni anche da diversi chilometri di distanza. Bio Aksxter è particolarmente gradito alle api; esse sviluppano un’intensa attività di suzione, non solo di nettare e polline, ma addirittura del prodotto appena distribuito. Con Bio Aksxter l’impollinazione entomofila è favorita anche nelle colture notoriamente poco gradite alle api (come ad esempio il kiwi) o vicine a specie con fiori particolarmente attrattivi. In condizioni avverse alle bottinatrici il suo impiego favorisce l’autoimpollinazione, perché prolunga la fioritura e incrementa vitalità e fertilità del polline. In caso di gelate tardive, i fiori delle piante trattate risultano molto più resistenti ai danni da freddo, infatti, nonostante la gelata possa causare l’imbrunimento dei petali, è frequente notare che gran parte dei pistilli rimangono verdi e le api continuano l’attività di suzione del nettare. Le colture coltivate con Bio Aksxter si distinguono per omogeneità e quintalaggio; infatti, anche grazie alla miglior impollinazione, i frutti sui rami interni e sulle piante distanti dalle impollinatrici raggiungono una miglior pezzatura e colorazione. Per ottenere la miglior impollinazione è importante impiegare Bio Aksxter sia prima della fioritura, per massimizzare la potenzialità della pianta al momento della schiusura dei fiori, sia durante la fioritura, per migliorare ed incentivare l’operato delle api. Nelle gelate tardive un ulteriore intervento, subito dopo l’evento atmosferico, limita i danni relativi alla produttività. | |
| 19/05/2009 | COME FAR FRONTE AGLI SBALZI TERMICI |
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L’abbassamento o l’innalzamento repentino delle temperature, una conseguenza determinata dai cambiamenti climatici, influisce pesantemente sull’agricoltura. Fino a pochi anni fa questo fenomeno era limitato all’inizio della stagione primaverile, mentre ora interessa tutto l’arco dell’anno. Soprattutto nei mesi di maggio e giugno, la forte irradiazione solare unita al continuo transito di correnti fredde crea una condizione di assoluta instabilità termica che può portare a sbalzi improvvisi di 10-12 ° C con escursioni anche di 20-25°C nell’arco di una giornata. Gli sbalzi termici alterano il processo di fotosintesi, la microcombustione atomica non avviene in maniera regolare, con gravi ripercussioni sulla crescita dei vegetali e quindi sui risultati agronomici. Il protrarsi di questa instabilità durante la fase vegetativa rallenta lo sviluppo della pianta, riduce l’assorbimento dell’acqua e degli elementi minerali, dà origine a clorosi, deformazioni fogliari, mancata allegagione e forti cascole; le autodifese risultano indebolite e, anche per effetto dell’elevata umidità, la diffusione di funghi, batteri e parassiti in genere è rapida ed incontenibile. A fronte di questa ormai inevitabile condizione, l’impiego di Bio Aksxter è l’unica soluzione efficace per il superamento del problema, infatti, le piante trattate sono molto più veloci nell’adeguare e ristabilire il metabolismo al cambiamento improvviso delle temperature. Gli agricoltori che usano Bio Aksxter vedono che, anche in condizioni di stress, le loro piante mantengono una crescita equilibrata, i tessuti rimangono sempre ben idratati, la pagina fogliare distesa e lucida, gli apici vegetativi sono più rigogliosi e con una colorazione particolarmente intensa: è il frutto della capacità di riprogrammazione della pianta trattata durante tutto il ciclo produttivo che si traduce nel massimo risultato finale. Infatti, la costante ottimizzazione della crescita riduce gli attacchi patogeni, minimizza i fenomeni della scarsa allegagione e della cascola, previene la deformazione delle foglie, migliora la pezzatura e lo sviluppo dei frutti anticipandone la maturazione. Per far fronte agli sbalzi termici ed evitare perdite della produttività è necessario mantenere la cadenza dei trattamenti, in modo che le piante siano sempre perfettamente efficienti e predisposte al superamento delle fasi di stress. Inoltre, in caso di sbalzi termici particolarmente elevati si consiglia di effettuare un trattamento con Bio Aksxter anticipando il momento di maggior stress. Ad esempio, un trattamento subito dopo il passaggio di una perturbazione fredda fa sì che le piante non vadano in sofferenza con l’innalzamento termico, ma rimangano vigorose e turgide recuperando in poco tempo il mancato sviluppo dei giorni precedenti. | |
| 23/06/2009 | CARENZE O ECCESSI DI LUMINOSITA' NELLA PIANTA |
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Guardando all’orizzonte si nota spesso una fascia torbida rispetto al resto del cielo. Si tratta di un fenomeno ormai divenuto costante in tutti i periodi dell’anno, indicante la presenza di polveri, particelle ed inquinanti sospesi in quota che causano l’offuscamento della luce solare. In questo contesto la pianta è costretta ad adeguare la captazione luminosa per ottimizzare il metabolismo, ma se non è sufficientemente reattiva insorgono squilibri e gravi problematiche. Carenze o eccessi di luminosità possono ostacolare la dinamica di autodifesa della pianta, diventando causa di stress fino a comprometterne gravemente la produttività. Un esempio comune è quello delle scottature su foglie e frutti. Migliorare l’assorbimento delle radiazioni luminose è uno degli effetti più importanti derivanti dal potenziamento della programmatica primaria della pianta conseguente all’uso di Bio Aksxter. Infatti, l’attività dei diaframmi cellulari delle piante trattate con Bio Aksxter è molto maggiore e quindi l’accelerazione e la decelerazione della fotosintesi avvengono molto più rapidamente. Questo permette di mantenere sempre il massimo equilibrio, prevenendo i danni causati dagli scompensi luminosi. Le piante trattate con Bio Aksxter mantengono sempre la massima capacità fotosintetica e quindi non risentono né degli aumenti improvvisi di luce né della carenza. Le foglie aumentano in spessore e superficie, assumono una consistenza maggiore e diventano particolarmente lucide e verdi. Lo sviluppo della vegetazione è più equilibrato e funzionale alla produzione con riduzione degli eccessi di vigoria, a favore dello stato sanitario, degli interventi a verde e delle potature. Gli steli sono più consistenti e gli internodi corti, con incremento della robustezza e riduzione dei danni d’allettamento. La lignificazione, la produzione e la maturazione delle gemme risultano migliori, quella dei frutti e dei semi si completa rapidamente e la caduta autunnale della foglie avviene regolarmente. Il fenomeno delle scottature risulta ridotto ed in generale le piante sono molto più compatte, non presentano una crescita eccessiva degli steli ed hanno un incremento della capacità metabolica a favore di produttività e qualità. Il consiglio per ottimizzare la captazione delle radiazioni solari ed evitare i problemi derivanti dagli scompensi luminosi, quindi, è quello di utilizzare Bio Aksxter in maniera regolare e costante fin dalle prime fasi di sviluppo della pianta per proseguire poi durante tutto il ciclo produttivo. Un aumento della frequenza dei trattamenti risulta molto importante in condizioni di particolare criticità, come dopo lunghi periodi nuvolosi o in corrispondenza di operazioni che alterano drasticamente la luminosità quali l’uso di tessuti per la protezione termica, l’apertura o chiusura delle reti antigrandine o il ricorso a protezioni ombreggianti. | |
| 16/07/2009 | RIDUZIONE DEI DANNI DA VENTO E GRANDINE |
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Temporali particolarmente intensi, associati a vento forte e grandine, sono sempre più frequenti e distribuiti su aree molto estese. Gli effetti sulle colture sono spesso devastanti non solo per il danno arrecato nell’immediato, ma anche per le ripercussioni che possono crearsi nel tempo. Innanzitutto, l’inibizione delle autodifese della pianta conseguentemente allo stress subito e le lesioni ai tessuti vegetali che favoriscono la penetrazione di batteri e funghi. La defogliazione, la cicatrizzazione delle ferite e la ricostruzione dell’apparato fogliare, inoltre, comportano un’alterazione del programma di crescita e di sviluppo della pianta, quindi, una riduzione della maturazione delle bacche e dei frutti, della differenziazione delle gemme e della lignificazione di rami e tralci. L’impiego di Bio Aksxter limita considerevolmente i danni da grandine e vento. La sua proprietà antisettica disinfetta le ferite evitando le infezioni fungine e batteriche e la diffusione di malattie particolarmente pericolose come, ad esempio, il colpo di fuoco batterico. La sua azione antistress fa sì che la pianta mantenga le autodifese. La pianta trattata si riprogramma molto più rapidamente e pertanto il ricaccio della vegetazione avviene più velocemente, a vantaggio di tutte le altre funzioni metaboliche. Le colture trattate con Bio Aksxter, anche se fortemente danneggiate raggiungono ugualmente risultati eccellenti: in viticoltura, lo sviluppo della botrite successivo alla lesione degli acini rimane circoscritto, mentre la maturazione fenolica viene raggiunta al pari delle colture non danneggiate; le coltivazioni orticole si rigenerano, ricostituendo in breve tempo l’apparato vegetativo e raggiungendo la piena capacità produttiva; nelle colture vivaistiche frutticole, viticole e ornamentali anche le ferite più profonde sugli organi legnosi rimarginano rapidamente e in maniera completa, evitando la formazione di calli anomali e di necrosi che impongono la declassazione della pianta e che potrebbero pregiudicare la soddisfazione dei loro clienti; in generale, tutte le colture arboree riescono a completare la differenziazione e la maturazione delle gemme evitando danni che si ripercuotano anche sull’annata successiva. Per limitare i danni da vento e grandine è importante intervenire tempestivamente dopo l’evento meteorologico: minore sarà il tempo intercorso dall’inizio della fase di stress ed il trattamento, minori saranno i tempi necessari al recupero della coltura. Nel caso di fenomeni molto intensi si consiglia un dosaggio più alto di Bio Aksxter M31, anche di 1 litro per ettaro se la situazione è particolarmente grave. Infine, per ottenere i massimi risultati, si consiglia di eseguire il trattamento per via fogliare in modo da velocizzare l’assorbimento del prodotto e favorire l’azione disinfettante su corteccia, foglie e frutti. | |
| 21/09/2009 | BIO AKSXTER:QUANDO SI INIZIA? |
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Una delle domande più frequenti che l’agricoltore si pone è quando iniziare a trattare le sue colture con Bio Aksxter. La fertilizzazione convenzionale, che esercita un’azione di spinta sulla coltura, vincola gli interventi in determinate fasi del ciclo colturale; purtroppo, la variazione delle condizioni climatiche spesso altera i tempi di assorbimento degli elementi oppure l’agricoltore non pondera la scelta del periodo, cosicché si ottengono risultati nulli se non addirittura controproducenti. La fertilizzazione innovativa Bio Aksxter, invece, non determina mai una spinta incondizionata della pianta, ma riprogramma il riequilibrio di tutte le sue funzioni vitali e rispettandone le esigenze vegetative e riproduttive favorisce costantemente la crescita, lo sviluppo e la fruttificazione. Per questo motivo l’impiego di Bio Aksxter può iniziare in qualsiasi momento, indipendentemente dall’età delle colture o dalla fase che le interessano, permettendo fin da subito di ottenere i primi risultati. Ad esempio, iniziare l’impiego di Bio Aksxter su piante giovani o durante le fasi di crescita velocizza lo sviluppo e l’entrata in produzione, mentre l’impiego a partire dalla fine della stagione riproduttiva o su piante adulte determina, oltre a un maggior equilibrio vegetativo, una miglior maturazione e conservazione dei frutti nonché la lignificazione dei tessuti vegetativi e la maturazione delle gemme per l’anno dopo. Per ottenere i massimi risultati già nel primo anno/ciclo di coltivazione è importante iniziare l’utilizzo di Bio Aksxter il più presto possibile. In viticoltura e frutticoltura partire dal trattamento di preparazione invernale (effettuato subito dopo la raccolta) senza dover attendere la ripresa vegetativa, significa anticipare di molto i risultati. Infatti, questo intervento permettendo la riprogrammazione della pianta durante la lunga fase di riposo vegetativo, ottimizza la ripresa vegetativa, le fasi di fioritura, impollinazione e allegagione. Tutte le colture trattate prima dell’inverno superano meglio lo stress ed i danni causati dall’instabilità climatica tipici della stagione. Nelle produzioni vivaistiche di piante arboree innestate, il trattamento del materiale d’innesto prima dello raccolta e dello stoccaggio ne migliora la conservazione e favorisce il germogliamento e l’attecchimento delle piante che verranno successivamente innestate e messe in forzatura. Nelle produzioni vivaistiche di giovani piante orticole e floricole è possibile iniziare i trattamenti già durante la preparazione della torba o del substrato di semina per proseguire subito dopo l’emergenza. In cerealicoltura il trattamento di preparazione si esegue prima dell’aratura sui residui della coltura precedente, mentre in orticoltura e nei nuovi impianti arborei si consiglia di trattare il terreno con Bio Aksxter prima della lavorazione. Anche in questo caso, il trattamento eseguito prima della fase di riposo migliora l’attecchimento e la radicazione delle piante messe successivamente a dimora, così come i risultati produttivi. Insomma, non esiste un momento ideale o un preciso momento del ciclo colturale in cui iniziare i trattamenti con Bio Aksxter, perché la sua azione di riequilibrio avviene in ogni fase. Quindi, ogni momento è buono, anzi, il migliore. | |
| 20/10/2009 | NUOVI IMPIANTI |
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Quando il frutticoltore rinnova o costituisce un impianto è certo solo dei costi. Investe, ma non è sicuro di ottenere quello che gli è stato prospettato, perché le piante faticano ad attecchire, impiegano troppo tempo a radicare e attraversano una fase iniziale di stress che limita lo sviluppo dell’apparato fogliare e degli organi vegetativi. L’incompleta maturazione del legno e delle gemme aumenta i danni da freddo e causa una minor produzione nel secondo anno. Le ripercussioni sul sistema immunitario della pianta favoriscono il contagio da parte dei patogeni presenti nel suolo dalla coltura precedente, che puntualmente minano l’impianto proprio quando inizia a produrre; si manifestano marciumi, morie, gravi patologie e il rimpiazzo delle fallanze è solo un costoso palliativo perché anche con le nuove piante il copione si ripete. Dopo alcuni anni l’agricoltore si rende conto di quanto siano regredite le caratteristiche genetiche e che quella varietà è ormai superata; insomma, l’impianto è da rifare. Ma allora come fa ad essere certo che i nuovi impianti siano redditizi? Il primo passo per ottenere un giovane impianto di successo è quello di avere un terreno sano. Così Bio Aksxter rivitalizza il suolo e lo disinquina dalle sostanze chimiche e radioattive, degrada i residui di fitofarmaci e concimi, elimina gli accumuli delle sostanze nocive trasformandole in strutture di assorbimento utili allo sviluppo della pianta; ripristina la capacità di umificazione e la decomposizione delle radici dell’impianto precedente, favorisce lo sviluppo di naturali microrganismi antagonisti e riportando quelli patogeni al di sotto della soglia di aggressività evita la proliferazione di marciumi e morie. L’aumento degli scambi ossigenativi rende il terreno soffice, aumenta la capacità drenante, riduce i ristagni idrici favorendo lo sviluppo di radici e microradici. Il passo successivo è ridurre lo stress da trapianto e favorire un veloce attecchimento. Con Bio Aksxter l’adattamento al nuovo habitat avviene in poco tempo, evitando la disidratazione dei tessuti e la perdita delle autodifese e favorendo la crescita delle prime foglie e lo sviluppo dei nuovi getti; la contaminazione da agenti patogeni è controllata. Le giovani piante trattate con Bio Aksxter, già al primo anno di impianto si caratterizzano per la crescita vegetativa, il ricaccio delle radici, lo sviluppo e la maturazione delle gemme per l’anno dopo, l’ingrossamento del fusto. Al secondo anno d’impianto la produzione è considerevole sia per qualità che per quantità, mentre al terzo anno si è quasi in piena produzione. I frutteti e i vigneti trattati con Bio Aksxter al terzo anno di coltivazione appaiono come quelli al quarto anno non trattato, e si distinguono per l’ottimo stato sanitario, la qualità, la produzione e quindi la redditività. Risultati ancora migliori si notano quando Bio Aksxter è stato impiegato negli anni precedenti al nuovo impianto, conseguentemente alla rapida degradazione dei residui vegetali, al terreno particolarmente soffice e areato, e soprattutto all’assenza dei fenomeni di stanchezza. Per la preparazione di un nuovo impianto si consiglia un intervento dopo l’estirpo, indipendentemente dallo stato di lavorazione del terreno per depurarlo dai residui della coltura precedente e per un habitat ottimale allo sviluppo delle nuove radici. Il trattamento di preparazione del terreno, con 800 ml/ettaro di Bio Aksxter M31 nel primo anno di impiego o 400 ml/ettaro nei successivi, va eseguito 10-15 giorni prima del trapianto oppure, nel caso di trapianti primaverili, 4-5 mesi prima come trattamento preinvernale. Inoltre, per far superare velocemente lo stress da trapianto e favorire un rapido attecchimento delle giovani piante (o barbatelle) si consiglia di bagnarle subito prima della messa a dimora con 50 ml/hl di Bio Aksxter M31, continuando poi per via fogliare o fertirrigazione. Naturalmente il risultato ottimale si ottiene quando le piante provengono da vivai trattati con Bio Aksxter. | |
| 24/11/2009 | LA PREPARAZIONE INVERNALE |
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La fase di riposo vegetativo durante il periodo invernale è determinante per il risultato produttivo dell’annata seguente in quanto sia nel terreno che nella pianta avvengono processi molto importanti. Purtroppo, a causa dei cambiamenti climatici la stagione invernale è caratterizzata da inadeguate condizioni termiche che influiscono negativamente su tali processi. Il frequente alternarsi di correnti gelide ad altre più miti, nonché il mancato congelamento del suolo impediscono il naturale riequilibrio della fauna microbica e la ricostituzione della struttura fisica, con gravi ripercussioni sugli scambi ossigenativi, sulla capacità di umificazione e sulla stabilizzazione microbica. L’instabilità termica altera le funzioni vitali della pianta che permane in stato semivegetativo con un maggior consumo di energie poi mancanti nella ripresa del ciclo successivo; unitamente, la diminuzione delle autodifese ed il conseguente aumento delle patologie comportano ulteriori difficoltà di riprogrammazione. Il trattamento di preparazione invernale con Bio Aksxter è basilare per il potenziamento del programma della pianta e permette di affrontare meglio sia la ripresa vegetativa che le successive fasi del ciclo produttivo; inoltre, consente il superamento di tutte le condizioni critiche quindi una maggior resistenza agli stress termici, in particolare alle gelate, minori fenomeni di disidratazione in caso di inverni ventosi, resistenza agli attacchi patogeni. Il trattamento preinvernale Bio Aksxter rinforza e stabilizza la carica microbica del terreno, impedendo lo sviluppo e la proliferazione dei patogeni; inoltre, favorisce la degradazione e la digestione delle sostanze organiche e la ricostituzione della struttura del terreno con conseguente vantaggio sugli scambi ossigenativi e sulla capacità drenante. Il trattamento di preparazione invernale è fondamentale per il raggiungimento dei massimi risultati produttivi e può essere fatto in qualsiasi momento tra la fine del ciclo produttivo e la metà di dicembre. Nel caso di nuovi impianti, in cerealicoltura ed in orticoltura la distribuzione di Bio Aksxter sul suolo può avvenire prima o dopo la lavorazione del terreno secondo la praticità. Nelle colture arboree viticole e frutticole il trattamento di preparazione invernale può essere eseguito per via fogliare o radicale, in qualunque momento dopo la raccolta, indipendentemente dalle condizioni climatiche e dalla caduta foglie. | |
| 15/01/2010 | COME MANTENERE PIU' A LUNGO LE COLTURE |
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Aumentare i giorni di raccolta delle colture orticole o posticipare l’estirpo nel caso di viti e piante da frutto, mantenendo costante la qualità del raccolto nel tempo, è determinante per massimizzare il reddito. Purtroppo, in ogni caso con il susseguirsi dei cicli colturali le fallanze compaiono sempre più precocemente, mentre la qualità si mantiene per un arco di tempo sempre più breve, costringendo l’agricoltore a rinnovare anticipatamente la coltura. Con Bio Aksxter è possibile mantenere le colture più a lungo perchè le piante, rinforzate e fatte crescere in un terreno equilibrato, sono in grado di rigenerarsi e di superare senza sforzo gli stress agronomici ambientali. Nelle colture trattate con Bio Aksxter si riducono sensibilmente il declino produttivo, la comparsa delle fallanze e si prolunga la durata del ciclo biologico ottenendo un maggior numero di raccolti. La massimizzazione del risultato si ottiene trattando regolarmente e costantemente con Bio Aksxter a partire dal trapianto o dall’impianto e proseguendo per tutto il ciclo. Anche quando il suo impiego inizia nella fase di declino produttivo, si mantiene la rigenerazione naturale della coltura e si ottiene un incremento produttivo protratto. La maggior durata delle colture determinata dall’uso di Bio Aksxter è stata riconosciuta, ad esempio, da frutticoltori con impianti di melo di oltre 35 anni in evidente declino produttivo e per i quali era già stato deciso l’estirpo. L’impiego di Bio Aksxter ha incrementato notevolmente le produzioni facendo slittare il rinnovo di 3 anni. Colture di albicocco di oltre 25 anni hanno raggiunto una produzione di 250-300 qli ad ettaro per altri 5 anni. Colture di kiwi di oltre 25 anni con una mortalità del 5-10% annuo, già dopo il primo anno di utilizzo di Bio Aksxter hanno ridotto la mortalità al 2-3%, prolungando la vita dell’impianto di altri 3 anni.Produttori di zucchino in campo aperto che raccoglievano un prodotto di qualità per non più di 40 giorni, hanno prolungato la raccolta di almeno 20 giorni raggiungendo punte massime di 100 giorni, mentre produttori di fragole, che raccoglievano per un solo ciclo, con Bio Aksxter hanno mantenuto un elevata capacità vegetativa portando le piante ad una seconda fioritura e ad un secondo raccolto. | |
| 19/02/2010 | PRODUZIONE E COLTIVAZIONE DI GIOVANI PIANTE ORTICOLE E FLORICOLE |
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Piantine compatte con una colorazione intensa ed un apparato radicale folto sono solitamente ottenute con forzature di natura fisiologica e chimica. Così facendo, pur accontentando l'occhio del cliente, si compromettono le funzioni vitali della pianta con gravi ripercussioni durante la successiva fase di coltivazione. Impiegando Bio Aksxter nei vivai di giovani piante si ottengono risultati eccellenti senza forzature o alterazioni del codice primario della pianta. Bio Aksxter riequilibra e ripotenzia tutte le funzioni metaboliche in modo naturale, determinando numerosi vantaggi: - la miglior captazione della luminosità riduce la tendenza alla filatura nei periodi poco luminosi e le scottature in quelli troppo soleggiati; - l'aumento delle autodifese riduce lo sviluppo delle malattie sia a livello fogliare che dell'apparato radicale e del colletto; - la maggior resistenza agli sbalzi termici permette una crescita regolare anche a temperature inferiori a quelle programmate, comportando anche un risparmio sui costi di riscaldamento delle serre; - l'aumento della vitalità massimizza le rese nel taleaggio e negli innesti a verde; - l'eliminazione dei residui di concimi ed antiparassitari depura la pianta ed evita una scarsa reattività dopo il trapianto. Le piante trattate con Bio Aksxter si distinguono sempre per l'omogeneità; al tatto risultano particolarmente elastiche e resistenti; presentano foglie larghe e consistenti, radici folte e bianche ed un elevato sviluppo di microradici. Nella coltivazione successiva al vivaio si nota subito un attecchimento molto più rapido, si riducono lo stress da trapianto e la vulnerabilità nei confronti degli attacchi patogeni , permettendo una sensibile riduzione di tutte le malattie. Anche quando si verificano particolari situazioni di stress durante il trasporto, ritardi nelle operazioni di trapianto o la temporanea disidratazione del substrato, le piante rimangono sempre vitali ed in grado di superare lo stress in pochissimo tempo; infatti, in moltissime situazioni, piantine apparentemente irrecuperabili, sono attecchite perfettamente ed hanno prodotto regolarmente. Nei vivai di giovani piante è importante impiegare in maniera regolare e costante Bio Aksxter M32, intervenendo ogni 7-10 giorni secondo la durata del ciclo. Nei cicli particolarmente brevi, di 14-15 giorni, si consiglia di intervenire almeno tre volte: all’emergenza, a metà ciclo e 1-2 giorni prima del trapianto. Nella produzione di piante orticole destinate alla coltivazione in terreni colpiti da gravi patologie o ad un’utenza che esige piante particolarmente resistenti, si consiglia anche l’impiego di Bio Aksxter M31. | |
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